Bibbia, Donne, Serpenti

Non è una Bibbia per donne

Tratto dal libro “Misteri di un antichissimo culto – La Dea e il Toro”

Il Vecchio Testamento della Bibbia è davvero un luogo pericoloso per le donne, sin dall’inizio.

Nel primo libro, la Genesi, Dio-Yahweh (useremo i due appellativi in maniera intercambiabile) crea il primo essere umano, ovviamente di sesso maschile, Adamo, e gli dona il luogo ideale nel quale vivere, l’Eden. Poi decide di concedergli un po’ di compagnia creando gli animali e la Donna (in ordine un po’ confuso come vedremo tra poco), decisione che però porta a conseguenze tremende. Sebbene infatti Dio ordina ad Adamo di non cibarsi dei frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male, sito in mezzo all’Eden, Eva, su consiglio di un essere definito astuto, trasgredisce al comando.

Prima di approfondire il rapporto Donna/Serpente dobbiamo aprire una parentesi interessante e curiosa.

Errori biblici

Nella descrizione dell’Eden, la Bibbia si sofferma su due alberi in particolare, precisando che uno dei due, l’albero della vita, si trova in mezzo all’Eden stesso:

Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male (Gen 2:9)

Dio stesso precisa poi che Adamo non deve cibarsi dei frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male:

Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti». (Gen 2:16,17)

Eva, tentata dal serpente, risponde con parole che confondono:

Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E’ vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». (Gen 3:1-3)

Eva parla dell’albero in mezzo al giardino, quindi l’albero della vita, che NON è quello vietato da Dio! Il serpente precisa:

Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza (Gen 3:5-7)

Il serpente alla fine dice la verità: i due, cibatisi del frutto, non muoiono come invece aveva sostenuto, mentendo, Dio. Inoltre precisa loro che questa ‘trasgressione’ avrebbe aperto loro gli occhi e la donna trova il frutto desiderabile per acquistare saggezza. Tutti segnali positivi legati alla conoscenza.

Curiosa è inoltre la sequenza temporale degli eventi della creazione:

  • Dio crea gli esseri viventi del cielo e del mare il quinto giorno (Gen 1:20,21)
  • Il sesto giorno prima crea gli animali della terra, e poi l’uomo (Gen 1:24-26)
  • Nel secondo libro però prima crea l’uomo e lo mette nell’Eden (Gen 2:8) e poi crea gli animali della terra per fargli compagnia e infine crea la donna (Gen 2:22)

Chi è venuto prima, l’uovo o la gallina?

Altri problemi derivano dal passo:

Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra (Gen 1:28)

Quindi Yahweh invita le sue due creature principali a riprodursi: ma i due non paiono consci di questa ‘capacità’. Anzi sembra che prendano coscienza della possibilità di procreare dopo il suggerimento del serpente; infatti subito dopo coprono i rispettivi apparati genitali, unici in grado di permettere l’accoppiamento.

Quanta confusione! E siamo solo all’inizio del Libro dei Libri!

Questo dovrebbe far capire che, come molti ritengono, più che scritto da Mosè, il Pentateuco (ossia i primi 5 libri del Vecchio Testamento) siano un insieme di testi di vari autori ricomposti e riadattati durante i concili di epoca tardo romana.

E redatta da persone estremamente maschiliste …

Non è una bibbia per serpenti

Tornando all’episodio di Eva che mangia il frutto proibito, la sua azione comporta la maledizione dell’essere umano e la condanna alla donna ad esser dominata dall’uomo e a generare la vita tra atroci sofferenze:

Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te». (Gen 3:16)

Tutto questo è in completa antitesi con quanto professato dal culto della D.M., nel quale la donna era in una posizione di privilegio o perlomeno paritaria e la sua capacità di generare vita era uno dei maggiori motivi di adorazione, non certo di pena e sofferenza.

La maledizione di Dio giustifica quanto poi accaduto nei secoli a danno delle donne ossia sottomissione, soprusi e mancanza di diritti?

Anche al povero serpente non va meglio, e addirittura viene messo contro la donna:

Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gen 3:14,15)

Uno dei simboli più importanti della Dea viene bollato dal libro sacro della religione più diffusa al mondo come malvagio, tentatore, infimo e chi più ne ha più ne metta; e inoltre viene suggerito alla donna di calpestarlo a vista!

Ma il povero rettile merita davvero questo?

Le analisi sulla reale figura del serpente sia in ambito biblico che pagano sono davvero molte e varie: molti studi però identificano l’essere strisciante come strettamente legato alla conoscenza e alla trasmissione della stessa alla razza umana, come del resto già visto e sottolineato in Genesi 3:5,6.

caduceus-30591_1280Cambiando mitologia, il Hermes, come detto già Toth per gli Egizi e in seguito Mercurio per i Romani, aveva in mano il Caduceo, il bastone alato con il doppio serpente attorcigliato, simbolo che oggi vediamo tutti i giorni anche nelle nostre città moderne. Il dio, come già detto in precedenza, era legato alla conoscenza, specie quella tramandata all’uomo.

simbolo-soccorsoAsclepio, il semidio figlio di Apollo (altra divinità legata alla sapienza e alla sua trasmissione all’uomo), aveva in mano il bastone con un serpente attorcigliato, diventato poi simbolo internazionale del Soccorso con mille varianti (spesso confuso con quello di Hermes)

Enki, una delle maggiori divinità sumeriche, ha come simbolo il doppio serpente (simile al Caduceo) ed è spesso raffigurato come ‘fonte di acqua’ (altro simbolo della Dea). Enki crea l’uomo, come il Dio biblico, e cerca di salvarlo dal diluvio che viene mandato dagli altri dei per spazzare via l’uomo dalla faccia della Terra. È quindi ‘amico’ dell’essere umano.

In Mesoamerica il Serpente Piumato Quezacoatl è la divinità maggiore degli Aztechi, anch’esso legato alla conoscenza.

Potremmo proseguire, ma con questi esempi ci limitiamo a osservare come la Bibbia abbia cercato di demonizzare un animale il cui ruolo è sempre stato invece da protagonista positivo in tutte le maggiori culture mondiali, evidenziando il tentativo, non del tutto riuscito per fortuna, di gettare nel più totale oblio il potente culto antico nel quale la divinità era donna (e farà lo stesso con il suo duale maschile come vedremo in seguito).

Nei secoli successivi, ad esempio durante il Medioevo (e ahimè ancora oggi) qualsiasi raffigurazione dell’essere strisciante automaticamente rimandava al peccato originale e al male; in tempi antichi accadeva esattamente il contrario …

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