In molti siti neolitici è presente in maniera talvolta ossessiva (come nelle Domus de Janas in Sardegna) un simbolo a forma di testa di toro, o protome taurina.

Nonostante l’abilità realizzativa degli artisti-architetti dell’epoca, la stilizzazione della testa del toro è forte, quasi a voler raffigurarla, per usare un termine moderno, come se fosse un ‘logo’.

Senza dubbio rappresenta una forma di adorazione nei confronti del Dio Toro, simbolo di fertilità, di forza e di aiuto lavoro (basti pensare all’uso dei buoi nell’agricoltura).

Ma l’analogia tra questo simbolo e l’apparato genitale femminile porta anche a pensare che esista un legame forte e preciso: è pertanto una prova dell’esistenza del culto doppio Dea Madre-Dio Toro?

Confronto tra l'apparato genitale femminile, testa di toro e protome taurina di molti siti neolitici
Confronto tra l’apparato genitale femminile, testa di toro e protome taurina di molti siti neolitici

Una prova ulteriore arriva dall’incredibile sito di Çatalhöyük, in Turchia, ove sono presenti raffigurazioni della Dea Madre con ben in evidenza l’apparato genitale stilizzato a testa di toro.

dea madre apparato femminile dio toro

L’argomento viene ampiamente trattato nel libro “Misteri di un antichissimo culto – La Dea e il Toro”