Dal triangolo pubico alla doppia clessidra

La simbologia legata al culto della Dea Madre ha conosciuto degli sviluppi incredibili nel corso dei millenni.

Uno di questi è legato alla forma a doppia clessidra.

La base di partenza è il triangolo, rappresentazione del pube femminile, se rivolto verso il basso, e del fallo maschile, se rivolto verso l’alto.

Il doppio triangolo, con vertici a contatto, diventa la forma a clessidra: naturalmente non ci riferisce alla clessidra come strumento di misura del tempo (detta clepsamia), inventato millenni dopo, ma semplicemente alla sua forma, che viene utilizzata come stilizzazione del corpo umano della Dea.

A sinistra il doppio triangolo pube-fallo, a destra la stilizzazione della figura umana con corpo a 'clessidra'
A sinistra il doppio triangolo pube-fallo, a destra la stilizzazione della figura umana con corpo a ‘clessidra’

Questa forma particolare, se ruotata di 90°, ricorda  una farfalla, che automaticamente diventa simbolo della Dea Madre.

Possiamo pensare che la forma della doppia ascia (bipenne o labrys), divenuta una delle più diffuse armi nell’età del bronzo, sia nata proprio per perpetuare questo sacro simbolo?

Partendo da sinistra: doppio triangolo in orizzontale, labrys (ascia bipenne) e farfalla, simbolo della Dea
Partendo da sinistra: doppio triangolo in orizzontale, labrys (ascia bipenne) e farfalla, simbolo della Dea
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