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L’autore presso la Tomba dei Giganti di S’ena e Thomes

Tratto dal libro ‘La Dea e il Toro’

“Avere un padre di Milano e una madre nata a Nuoro implica necessariamente che, alla domanda ‘di dove sei?’ si risponda sempre ‘mezzo sardo e mezzo milanese’. Quasi sempre la domanda successiva è del tipo ‘cosa ti senti, più sardo o più milanese?’; sulla risposta si più giocare o imbrogliare, a seconda di cosa convenga maggiormente …

Di certo, sino a qualche anno fa, mi sentivo più milanese. Milano, la città del lavoro, delle opportunità, del progresso, dei mille locali e dell’aperitivo. Oggi è più che altro la città dello smog, del traffico, delle multe e … ancora dell’aperitivo.

Si, da qualche anno a questa parte mi sento più sardo: e non penso di cambiare in futuro.

La crisi che ha colpito il mondo negli ultimi anni non è solo di tipo economico, ma soprattutto sociale: lo pseudo progresso recente è andato di pari passo a un allontanamento dai valori base che ci sta inquinando, ammalando e ingrigendo.

La crisi economica ne è solo una conseguenza, non una causa: il capitalismo, nel senso più stretto del termine ha fallito. La spaccatura tra chi continua ad accumulare ricchezze e chi a stento riesce a campare per gonfiare le tasche dei Pochi è sempre più evidente, e questo porta i Pochi a spremere ancor di più i Tanti. E per farlo usano le tecniche più subdole!

Le nostre scelte possono fare la differenza, e la Natura, come sempre, gioca un ruolo fondamentale.

Non voglio approfondire il tema, non è questa la sede adatta e occorrerebbero infinite pagine per discutere a sufficienza dell’argomento; desidero solo far capire a voi lettori che preferisco definirmi sardo perché l’amore che nutro per questa Terra, pur essendo sempre stato presente, è emerso in tutta la sua potenza proprio negli ultimi anni, parallelamente al nascere della ‘crisi’, e – credo – che questo sia dovuto soprattutto al fatto che in Sardegna si riesca ancora a comunicare con la Natura, o, se preferite, con la Grande Dea.

Proprio questo richiamo ha spinto mia Mamma a tornare nella sua Terra Natia non appena suo figlio minore, il sottoscritto, si fosse sistemato: in effetti, poche settimane dopo la mia laurea e poche ore dopo aver firmato il mio primo contratto di lavoro, le sue valigie erano già pronte.

Inizialmente ero perplesso circa la fin troppo celere tempistica del tutto; pochi anni dopo ho capito.”