Il seguente brano è tratto da: “Misteri di un antichissimo culto – La Dea e il Toro” Parte III cap 1.6

Vi sarà forse capitato di notare in qualche Chiesa, Museo, libro, foto l’immagine della Vergine Maria, anche con Gesù in grembo, di colore però decisamente scuro se non nero.

In effetti, in tutto il mondo, esistono oltre 400 ‘Madonne nere’ che attirano molta curiosità, e non solo: questo almeno secondo un recente censimento in quanto, manco a dirlo, molte altre sono state ridipinte, distrutte o fatte sparire.

Le spiegazioni più frequenti fornite in merito a questo strano fenomeno, specie da parte di Parroci, Preti e Teologi, sono del tipo:

  • Colpa dei fumi delle candele
  • Colpa della polvere e del tempo
  • Sono nere perché sono nere
  • Sono nere perché si!

 

Senza indugiare sull’ilarità di simili risposte cerchiamo di capire cosa possa aver spinto centinaia di artisti a scostarsi nettamente dall’iconografia classica a favore di una così radicale scelta cromatica.

Abbiamo già nominato Iside, divinità fondamentale del pantheon egizio e anche figura di rilievo nella trasmissione del culto femminile.

Iside viene quasi sempre raffigurata di colore scuro, con corna taurine, serpente e sole.

Nel corso dei secoli, specie durante e dopo il periodo ellenistico, il sincretismo religioso portò Iside a sovrapporsi alla greca Demetra, la dea del grano, comunemente definita ‘la Nera’

Analizzando l’etimologia del suo nome e le funzioni a lei associate scopriamo come il legame con la D.M. sia molto forte

Demetra: in greco: Δημήτηρ, Demeter; “Madre terra”  “Madre dispensatrice”, probabilmente dal nome Indoeuropeo della Madre terra  dheghom mather.[1]

Oltre a esser legata all’agricoltura, la dea greca era anche governatrice delle stagioni e del ciclo nascita/morte.

Le sacerdotesse stesse di Demetra erano solite abbigliarsi con tuniche nere, e lo stesso valse per la sua corrispondente romana Cerere.

Osserviamo ora la raffigurazione classica della Dea Iside, ossia quella mentre allatta suo figlio Horo, con accanto una Madonna nera e una ‘normale’.

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Figura 4 – Confronto tra Iside e Horo, Madonna nera con bambino e Madonna classica con Gesù

Ovviamente è l’iconografia cristiana ad essersi ispirata a raffigurazioni ‘pagane’ della dea col bambino, spesso raffigurati con colori scuri.

Ricordiamo poi che Iside veniva definita comunemente ‘Madre di Dio, Regina del Cielo, Immacolata Concezione, Consolatrice degli afflitti’ tutti appellativi che poi il Cristianesimo ha assorbito facendoli propri.

Non dimentichiamo infine che durante l’Impero romano, dopo che Costantino scelse il ‘conveniente’ Cristianesimo come religione ufficiale e in seguito, in maniera non molto democratica, vennero abolite tutte le altre forme di culto, alcuni templi consacrati a Iside furono riadattati come chiese cristiane, come ad esempi la Basilica di S. Stefano a Bologna.

In effetti possiamo pensare che, più che ispirarsi all’iconografia di Iside, alcuni artisti abbiano volutamente ‘nascosto’ sotto false spoglie cristiane una divinità ben più antica, con l’obbiettivo di diffonderne il culto, sia pur in maniera celata, senza correre il rischio di ripercussioni dettate dall’oltranzismo religioso cattolico. Basta ricordare quante vittime abbia mietuto il cattolicesimo nei secoli (sino a non molto tempo fa) nei confronti dei cosiddetti eretici.

Da sottolineare anche un aspetto: Iside, nell’atto di nutrire suo figlio, regge in mano il proprio seno. La raffigurazione classica della Madonna nasconde la nudità sotto la veste, a causa dei canoni cattolici sul pudore. Ma, in alcune raffigurazioni, il seno compare da sotto la veste: qualche artista insomma ha volutamente dare un piccolo indizio aggiuntivo?

Voglio anche mostrarvi quanto visto nella Chiesa di San Paolo Converso, già citata in merito al ritrovamento della triplice cinta a Milano; fa bella mostra di se una inequivocabile Madonna Nera. La Chiesa, ricordo, è sconsacrata.

madonna-neraFigura 5 – Madonna nera nella facciata della chiesa di San Paolo Converso, Milano

Tornando al rapporto tra donna e serpente, il Cristianesimo spesso raffigura la Vergine che sconfigge il serpente a simboleggiare la vittoria della purezza nei confronti del peccato: in realtà la Vergine, trasposizione della D.M., sconfiggendo il serpente, sconfigge se stessa.

Pur essendo questa iconografia contraddittoria, spesso confusa e mal interpretata o interpretabile, l’aspetto positivo è che, in ogni caso, la simbologia sacra della D.M. viene tramandata:  analizzando le analogie con l’iconografia di Iside e facendo un lavoro di retro-storia delle religioni non credo si fatichi a identificare la Vergine Maria con la D.M., portata avanti nei secoli sotto queste spoglie per la perpetuazione sicura del culto: e la presenza delle Madonne Nere ne è un indizio

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Demetra