Uno dei maggiori simboli della religione ebraica, il candelabro a 7 bracci (la Menorah) potrebbe celare un segreto che rimanda ad una civiltà ancora più antica.

Il candelabro, custodito da millenni nel Tempio sul Monte Moriah, venne trafugato dai Romani durante il saccheggio di Gerusalemme, nel 70 D.C., come attestano sia i resoconti storici (ben dettagliato quello di Giuseppe Flavio), sia il celebre bassorilievo sull’arco di Tito, a Roma.

Sacco di Gerusalemme, rilievo dall'Arco di Tito a Roma
La Menorah trafugata dai Romani durante l’assedio di Gerusalemme (Arco di Tito, Roma)

Il Candelabro, considerato uno dei tesori più sacri, è però scomparso, e da allora non si ha traccia, anche se alcuni ipotizzano la sua ultima presenza a Costantinopoli a seguito della caduta di Roma. Altri suppongono che quella trafugata dai Romani fosse in realtà una copia, e che l’originale si trovi ancora in Israele.

Le istruzioni per la sua realizzazione sono enunciate nella Torah ebraica, precisamente nell’Esodo (come nel Vecchio Testamento per i Cristiani).

La sua particolare forma però, parrebbe celare un messaggio ben più antico.

Basta infatti ribaltarlo rispetto ad un asse orizzontale per avere esattamente un simbolo ben più antico, addirittura risalente ad una civiltà identificata con quella atlantidea.

Confronto tra Menorah ebraica, triplice cinta e pianta di Poseidona (Atlantide)
Confronto tra Menorah ebraica, triplice cinta e pianta di Poseidona (Atlantide)

Ricorda infatti, senza nemmeno troppe forzature, la triplice cinta circolare, ossia la schematizzazione della pianta di Poseidona (nella figura sopra, a destra, secondo una ricostruzione), capitale di Atlantide, il mitico regno realizzato da Poseidone e citato da Platone in ben  due celebri dialoghi, il Crizia e il Timeo.

Così scavò tutt’intorno quell’altura in cui la fanciulla abitava, formando come dei cerchi concentrici, alternativamente di mare e di terra, ora più larghi ora meno larghi: due di terra e tre di mare quasi fossero circonferenze con centro nell’isola e da essa perfettamente equidistanti (Crizia 113 D-E)

Forse le precise istruzioni per la realizzazione della menorah nascondevano la necessità di perpetuare un simbolo antichissimo? La Bibbia dice esattamente:

31 «Farai anche un candelabro d’oro puro; il candelabro, il suo piede e il suo tronco saranno lavorati al martello; i suoi calici, i suoi pomi e i suoi fiori saranno tutti di un pezzo col candelabro. 32 Dai lati gli usciranno sei bracci: tre bracci del candelabro da un lato e tre bracci del candelabro dall’altro. 33 Sul primo braccio saranno tre calici in forma di mandorla, con un pomo e un fiore; e sul secondo braccio, tre calici a forma di mandorla, con un pomo e un fiore. Lo stesso per i sei bracci uscenti dal candelabro. 34 Nel tronco del candelabro ci saranno poi quattro calici a forma di mandorla, con i loro pomi e i loro fiori. 35 Ci sarà un pomo sotto i due primi bracci che partono dal candelabro; un pomo sotto i due bracci seguenti, e un pomo sotto i due ultimi bracci che partono dal candelabro: così per i sei bracci uscenti dal candelabro. 36 Questi pomi e questi bracci saranno tutti d’un pezzo col candelabro; il tutto sarà d’oro fino lavorato al martello. 37 Farai pure le sue lampade, in numero di sette; le sue lampade si accenderanno in modo che la luce rischiari lo spazio davanti al candelabro. 38 I suoi smoccolatoi e i suoi piattini saranno d’oro puro. 39 Per fare il candelabro con tutti questi suoi utensili si impiegherà un talento d’oro puro. 40 Vedi di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte. (Esodo 25: 31-40)

Interessante notare come alla fine si parli di un ‘modello’ che era stato proprio mostrato a Mosè sul monte …

Questo stesso metodo, nascondere simboli in oggetti con altri scopi, è stato ad esempio con il gioco degli scacchi; la base, la scacchiera, è in realtà un antichissimo simbolo che rimanda all’antica dualità Dea Madre-Dio Toro!

Ma questa è un’altra storia …